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martedì 18 gennaio 2011

Pierofrancesco Greci: un uomo del sottosuolo, tagliente, lucido, libero, non conforme, unico

Qualche giorno fa, prima dell'intervista a Danilo Petri, mi sono imbattuto sul suo blog, Thevenot (molto interessante!). E' una di quelle cose che si fanno, quando si sa d'intervistare qualcuno: cercare di conoscere più argomenti possibili  per 'ragionarci su', insieme all'intervistato! Grazie a questo tour digitale, mi sono imbattuto nella memoria di un grande uomo, quella di Pierfrancesco Greci, descritto perfettamente dalla penna del suo amico Danilo. Pierfrancesco Greci ho avuto modo di conoscerlo più grazie al ricordo dei suoi amici, che per la presa diretta della sua persona. Purtroppo.

Tutto questo per dire cosa? Per dire che l'Orlandino rifiuta i modelli, gli "esempi", o peggio ancora i simboli. A l'Orlandino - l'avrete capito - lo infastidiscono i gruppi, soprattutto se 'di riferimento', detesta i partiti, è disturbato dai così detti vip, che troppo spesso non si capisce perché lo siano. L'Orlandino è fatto così! Ma anche lui ha i suoi deboli. A l'Orlandino piacciono i cani sciolti, i lupi solitari, quelli che camminano da sé, che pensano da sé, senza imporre nulla a chiunque e soprattutto, senza doverne rendere conto a nessuno.

E allora voglio riproporre lo stesso articolo che mi ha riportato alla memoria quest'Uomo, che gentilmente ci concede l'autore. Un modo per ricordare un aretino che di idee da regalare alle colonne dell'Orlandino ne avrebbe avute come pochi altri. Buona lettura!

Un misterioso sottosuolo, un antro della lucidità e dell’intuito custodito dalla materna razionalità di Minerva. Questo fu il luogo vitale abitato da PierFrancesco Greci. 

mercoledì 12 gennaio 2011

Danilo Petri, oggi FLI (e domani chissà!), 'romantico' della politica, riflette a voce alta: "Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra?"

Danilo Petri, politico aretino. Di sé scrisse: “E’ dal 1994 che la politica fa parte della mia storia personale. Da allora si sono succedute emozioni d’ogni genere. Grande interesse all’inizio; entusiasmo nei primi anni; piacere nell’acquisire esperienza e conoscenza di un mondo prima sconosciuto; rabbia nell’appurare meschinità e bassezze; amicizie straordinarie, vere, fasulle; felicità per il coronamento di un sogno (1999, con la prima vittoria di Luigi Lucherini alle elezioni comunali); poi alcune delusioni; disagio e ancora gioia e di nuovo sfide e nuove conoscenze”. Continuando a usare parole sue per presentarlo: “Ecco quindi nove anni in Consiglio Provinciale, con una candidatura alla Presidenza; due anni nel Magistrato della Fraternita dei Laici come Rettore e un anno e mezzo come Primo Rettore. Oggi posso dire di conoscere benino la mia città”. (estratti dal libro “Una giornata particolare” di Danilo Petri)

Benino, come ci conosciamo noi due…come la mettiamo con la nostra amicizia? 

"Per me in questo momento sei un giornalista! Cosa c’entra il fatto che siamo amici. Questa è proprio una domanda del c…."

Più che una domanda, era una presa di coscienza dovuta a chi legge. Credo che ad Arezzo tanti si facciano intervistare da altrettanti amici, ma credo anche che nessuno lo dichiari mai apertamente. Non che ci sia nulla di male, ma mi sembrava carino farlo! In ogni modo, iniziamo con le domande intelligenti…come la vedi questa benedetta politica? 

"Male: è diventata un genere di consumo. Si comprano le offerte più accattivanti, meglio presentate. Impacchettate in fogge suadenti e accompagnate da slogan pubblicitari ed evocativi falsi. La menzogna è premiata purché sia ben confezionata"

Iniziamo leggeri…questa è la diagnosi. E la cura?

"Da molto tempo mi sforzo di dissolvere l’incantesimo che tormenta elettori, politici e intellettuali: la riduzione dello scontro politico agli opposti destra/sinistra"