Tutto questo per dire cosa? Per dire che l'Orlandino rifiuta i modelli, gli "esempi", o peggio ancora i simboli. A l'Orlandino - l'avrete capito - lo infastidiscono i gruppi, soprattutto se 'di riferimento', detesta i partiti, è disturbato dai così detti vip, che troppo spesso non si capisce perché lo siano. L'Orlandino è fatto così! Ma anche lui ha i suoi deboli. A l'Orlandino piacciono i cani sciolti, i lupi solitari, quelli che camminano da sé, che pensano da sé, senza imporre nulla a chiunque e soprattutto, senza doverne rendere conto a nessuno.
E allora voglio riproporre lo stesso articolo che mi ha riportato alla memoria quest'Uomo, che gentilmente ci concede l'autore. Un modo per ricordare un aretino che di idee da regalare alle colonne dell'Orlandino ne avrebbe avute come pochi altri. Buona lettura!
Un misterioso sottosuolo, un antro della lucidità e dell’intuito custodito dalla materna razionalità di Minerva. Questo fu il luogo vitale abitato da PierFrancesco Greci.