sabato 19 febbraio 2011

"Svegliati Arezzo": liberate la connessione ad internet e Piazza Grande tornerà a essere il centro della città! Vogliamo scommettere?

E’ il 2011 anche per Arezzo, signori, benvenuti nel futuro.

E’ il 2011 anche per questa piccola città di provincia…che il futuro lo guarda un po’ di sbieco, di soppiatto, con una certa non curanza, anzi, a esser più precisi, quasi con un certo sospetto.

Ma…

Ma dobbiamo farci i conti anche noi, signori con questo benedetto futuro…che se ne abbia voglia, o meno! Perché per entrarci, abbiamo bisogno di qualcosa di cui ancora non siamo forniti. Un esempio? L’hot spot pubblico (che non è una parolaccia!), o per dirla in altre parole, un’area in cui sia possibile connettersi a internet gratuitamente. Immaginatevela una connessione diffusa e libera per Arezzo. Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, ha scritto: “Oggi possiamo svelare le bugie dei governi (lo hanno già fatto), fare un partito di cittadini uniti dalla voglia di innovazione (è già successo!). Possiamo unire i cervelli in fuga e farli lavorare assieme da posti lontani (sta capitando). Lanciare uno startup. O un semplice sito. Creare del valore, mettere in moto intelligenza e servizi



E allora la connessione diffusa dovrebbe essere un ”imperativo categorico”; liberare le nostre piazze con un’antenna wi-fi, le strade, Arezzo intera, facendola diventare un gigantesco hot spot pubblico, la priorità. Questa è la vera sfida infrastrutturale, dove dovremmo lanciarci. Altro che i parcheggi…!

Ma…

Ma, solo per dire l’ultima, lo scorso venerdì, in consiglio comunale, era stato presentato un emendamento al bilancio da parte di due consiglieri del PD, Marco Donati e Alessandro Arcangioli! Un emendamento per il quale, originariamente, erano previsti ben 20mila euro da destinare alla fornitura di alcune aree della città di una rete wi-fi libera. Una connessione diffusa, insomma. D’intesa, però, la maggioranza alla fine ha ritenuto opportuno cambiare la destinazione di questi 20mila euro, per recuperarne altri 25mila da investire nel Fondo sulla Disabilità.

Direte: beh…ci mancherebbe, motivo nobile! E invece no: questa è un’occasione mancata. Punto. Si chiama così: mancata, perché dotare la città di una rete libera, non dovrebbe essere una scelta alternativa, un’opzione politica da usare a seconda delle situazioni! Ma una priorità! Una priorità, almeno quanto il Fondo sulla Disabilità.

Ma…

Ma fortunatamente, siamo nell’era di internet e se la politica non capisce, o fa finta di non capire, qualcosa la possiamo fare noi cittadini…

Come? Come hanno fatto a Milano, ad esempio, dove il Comune aveva promesso l’apertura di ben 4.000 hot spot entro il 2009, ma che ancora oggi, se fosse stato per l’amministrazione Moratti, questa sarebbe soltanto l’ennesima promessa non mantenuta. Alcuni milanesi, infatti, non sono stati a guardare e si sono rimboccati le maniche, trovando il modo per fare quello che l’istituzione non è stata in grado di fare. Dare l’accesso internet free, prima ai propri quartieri…e poi…

E poi….reazione a catena! Perché oggi basta avere un modem adsl e puoi dedicare un po’ di banda al luogo dove ti trovi. Diventare un’antenna. E a Milano, un vicolo dopo l’altro, la rete sta diventando libera, grazie a tanti cittadini che regalano un pezzetto di banda a tutti…

E qual è l’effetto? Beh…fra i molteplici benefici…quello immediato, è far vivere la propria zona, è quello di incentivare le persone a starsene fuori, a vivere la propria città, anziché stare rintanati in casa davanti ad un PC, collegati a Facebook dalla mattina alla sera.

A questo punto mi chiedo: non potrebbe essere un modo intelligente di farsi pubblicità? Tutti, dai commercianti, alle istituzioni, ai cittadini comuni, non si stanno chiedendo – per fare solo un esempio dei tanti – di come far rivivere Piazza Grande? Perché i ristoranti e i bar, invece di spendere un sacco di soldi per banner pubblicitari sui muri, o nei giornali, non fanno diventare Piazza Vasari, un hot spot pubblico? Vuoi mettere scrivere l’articolo del giorno per l’Orlandino, a sedere sotto il loggiato vasariano, in un tavolino del bar, con una fumante tazza di caffè?

Chiunque fosse interessato, sappia, che liberare una piazza dalla rete è facile, un gioco da ragazzi…

Vi do una delle soluzioni possibili: basta connettersi al sito di Green Geek, dove troverete tutte le informazioni del caso (con tanto di possibilità di richiedere un sopralluogo). Basterebbe collegare un’antenna ai modem adsl dei ristoranti, dei bar, del palazzo di fraternita e l’hot spot è presto fatto. Il costo? Il primo anno 400 euro (250 per l’antenna, 120 di canone per la piattaforma wi-fi e 30 di quota associativa a Green Geek. Dall’anno successivo, 120 euro). Mi chiedo: quanti soldi spendete, cari commercianti, in pubblicità inutile? In questa maniera, dotereste di 60 minuti al giorno gratuiti di navigazione a possibili clienti dei vostri esercizi.

“Il Web – ha deto Tim Berners Lee, che l’ha anche inventato – è più un'innovazione sociale, che tecnica. L'ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare, e non in quanto giocattolo tecnologico. Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo”

Su questa esistenza reticolare, su questa rete, vogliamo mettercelo un puntino che di nome faccia Arezzo…?